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Olivicoltori ed olivicoltura - affrontare le difficolta del cambiamento climatico con pazienza

2025-02-14 15:23

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Le ultime due annate olearie hanno manifestato a pieno tutti i riflessi delle repentine variazioni del clima da tutte conosciute come "cambiamenti climatici".

In questo continuo cambiamento climatico, l'olivicoltore del terzo millennio naviga a vista.
Ogni stagione olearia, sotto il profilo meteorologico e microclimatico, è caratterizzata da elementi che se pur simili se non addirittura identici, si riflettono in modo differente sulle produzioni olearie.

Nel basso Lazio in Ciociaria, dove ci troviamo, sia la stagione 2024/25 come la precedente 2023/24 sono state caratterizzate infatti da: inverno mite, periodo della fioritura piovoso, estate calda e asciutta; eppure i riflessi sulla due produzioni sono stati totalmente differenti.

Analizziamo le ripercussioni che questi fattori hanno avuto sulle produzioni di olive da olio e sull'olio extravergine di oliva.

A fronte di due inverni miti e di due periodi di fioritura piovosi, le produzioni di olive per quintali di prodotto su ettaro di oliveto sono state totalmente differenti, con una discreta carica nella stagione 2024/25 contro una scarsa carica, se non addirittura assente in alcune microzone, nella stagione 2023/24.

Le estati, entrambe torride e siccitose, hanno invece avuto effetti benefici sulla qualità dei frutti, che proprio grazie a questi due fattori, sono stati salvaguardati dall'attacco del nemico numero uno delle produzioni olivicole, la bactrocera oleae - mosca olearia.
Tuttavia le due annate olearie sono state completamente differenti in termini di resa di kg di olio su quintale di olive. Infatti nella stagione 2024/25 la resa in olio a metà ottobre era pari al 40% in meno rispetto allo stesso periodo della stagione 2023/24, con una qualità dell'olio totalmente diversa in termini organolettici.

Oramai certi di alcune pratiche consolidate nell'ultimo decennio, quali ad esempi la raccolta precoce, molti olivicoltori hanno provveduto anche quest'ultima annata a raccogliere quanto prima le loro olive, rinunciando spesso inconsapevolmente a buona parte dell'olio extravergine di oliva, trovandosi così impreparati ad affrontare i conti delle rese in frantoio.

Il buon olivicoltore deve essere capace di valutare le condizioni meteoclimatiche della zona in cui coltiva i propri oliveti, e se necessario, saper attendere il momento corretto per avere un buon prodotto olio extravergine di oliva, ma anche la giusta quantità in termini di resa, perchè che sia esso hobbysta o professionista, la resa in olio è anch'essa un parametro utile quanto fondamentale a valutare l'economicità della conduzione di un oliveto.

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